{"id":293,"date":"2007-12-12T23:09:39","date_gmt":"2007-12-12T22:09:39","guid":{"rendered":"http:\/\/wwwnew.fiativallecamonica.net\/?p=293"},"modified":"2013-04-24T23:11:36","modified_gmt":"2013-04-24T21:11:36","slug":"incontro-ravvicinato-col-sistema-americano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/2007\/12\/12\/incontro-ravvicinato-col-sistema-americano\/","title":{"rendered":"Incontro ravvicinato col sistema Americano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Denis Salvini, direttore dell&#8217;Orchestra di Fiati di Vallecamonica &#8220;Gianandrea Gavazzeni&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il sistema Americano di istruzione musicale, e l\u2019inserimento delle bande in esso e all\u2019interno delle scuole, rappresenti l\u2019avanguardia rispetto al nostro sistema \u201cartigianale\u201d italiano, \u00e8 un concetto che si sa, si conosce e che torna d\u2019attualit\u00e0 ogni qual volta abbiamo l\u2019occasione di ospitare presso le nostre bande qualsiasi direttore o insegnante americano.<br \/>\nCorreva l\u2019anno 2001, quando frequentavo il corso di direzione organizzato dal Coordinamento delle Bande della Provincia di Cremona.<br \/>\nAll\u2019interno di quello specifico corso, oltre alle nozioni di tecnica della direzione, repertorio, strumentazione ed analisi, vennero inserite due nuove \u201cvoci\u201d, che non si erano mai viste nei corsi precedenti.<br \/>\nLa prima: lezione sul \u201cmodello Americano\u201d, docente il Maestro Giancarlo Aquilanti, italiano di Jesi trapiantato alla Stanford University per insegnare composizione.<br \/>\nLa seconda: stage intensivo di tre giorni a fine corso, docente il Maestro Ronald W. Johnson, Universit\u00e0 del Nord Iowa (USA), a quei tempi totalmente sconosciuto ai pi\u00f9.<br \/>\nFatto sta che tutti, chi pi\u00f9 e chi meno, negli ultimi anni abbiamo avuto modo di riflettere su quanto il sistema americano di formazione musicale sia \u201cavanti\u201d, e su quanto (di riflesso) sia alquanto arretrato il nostro.<br \/>\nIl vero problema, da noi, sta nel fatto che la formazione musicale \u00e8 al di fuori dal ciclo scolastico; tutti (o quasi) gli operatori professionisti del settore, soprattutto quello bandistico, sono d\u2019accordo su questo. E allora nascono progetti, spesso troppo limitati nel tempo, per avvicinare gli alunni delle scuole inferiori alla musica, alla banda, ad uno strumento.<br \/>\nLa \u201cvisione da lontano\u201d dell\u2019American System, ci ha portati a riflettere, a pensare, a mettere in campo le nostre risorse, a cercare di muovere qualcosa. S\u00ec, muovere qualcosa per nostro conto, senza (o quasi) il sostegno delle Istituzioni, siano esse politiche (come le amministrazioni) o culturali pi\u00f9 direttamente interessate (come le scuole di musica ed i conservatori).<br \/>\nTutto questo \u00e8 rimasto il mio personale concetto, di quella che poteva essere una embrionale applicazione del sistema americano in Italia. Fortunatamente alcune case editrici, quelle meno \u201ccommerciali e pi\u00f9 \u201clungimiranti\u201d ed attente in un certo senso alla qualit\u00e0, ci aiutano in questo, mettendoci a disposizione gli stessi testi che, in maniera ovviamente MOLTO pi\u00f9 organica, il sistema americano utilizza. I vari \u201cStandard od Excellence\u201d e \u201cAccent on Achievement\u201d (per citare solo i pi\u00f9 diffusi) hanno effettivamente smosso qualche cosa, rispetto a quando il sottoscritto era un giovanissimo allievo della scuola di banda del paese, che studiava corno con un insegnante di tromba, e che andava alla banda solo perch\u00e9 c\u2019era una flautista carina nell\u2019aula accanto\u2026<br \/>\nL\u2019approccio alla musica di insieme \u201cda subito\u201d ha effettivamente portato ad una diversa concezione della scuola di musica da parte degli allievi (sempre ai \u201cmiei\u201d tempi, come a quelli di molti che leggono, si dovevano fare mesi e mesi di Bona [pace all\u2019anima sua!!!] prima di iniziare a soffiare nel tanto agognato tubo\u2026.) e questo \u00e8 sicuramente il primo \u201ceffetto benefico\u201d dell\u2019importazione da oltreoceano.<br \/>\nTutto ci\u00f2, fino ad ora, mi ha fatto credere che siamo sulla strada buona, che il cambiamento \u00e8 finalmente in atto, che le esperienze portate da Aquilanti e Johnson iniziano finalmente a dare i loro frutti.<br \/>\nFino a quando? Fino a quando lo scorso 29 agosto 2006, una e-mail di Ronald Johnson, che, come \u00e8 noto, nel frattempo ha frequentato molto l\u2019Italia e le sue bande, e con il quale dopo quel corso nel 2001 non ho pi\u00f9 interrotto i contatti sia amichevoli che di studio, mi chiede:<br \/>\n\u201cpensi che la tua conoscenza dell\u2019inglese sia sufficiente per gestire una banda di 90 elementi provenienti dalle High School [quelli che in Italia chiamiamo \u201clicei\u201d] per 3 giorni di prove (prove SERIE) e il concerto finale del nostro Festival?\u201d<br \/>\nBeh, per un direttore che ha sempre guardato all\u2019America come al \u201cpaese dei balocchi\u201d, era un\u2019occasione da prendere al volo! Il Northern Festival of Bands della University of Northern Iowa, \u00e8 un evento molto importante negli Stati Uniti, e finalmente c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 andare a toccare con mano, dal vero, direttamente, il Famoso \u201cSistema Americano\u201d.<br \/>\nE cominci a pensare a quando ti troverai di fronte a 90 ragazzini di 17\/18 anni, che NON parlano e NON capiscono la tua lingua (per poi scoprire che la frase fatta della \u201cmusica come linguaggio universale\u201d ha effettivamente il suo perch\u00e9\u2026), ai brani che dovrai scegliere, al volo, al viaggio, a come incastrare una settimana in America con il lavoro che hai in Italia, a cosa mangerai\u2026<br \/>\nE quando arrivi l\u00e0, scopri che quelli sono veramente avanti anni luce.<br \/>\nAl di l\u00e0 della mia partecipazione come direttore ospite al Festival, dove una banda di diciottenni, che da noi sarebbe n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno una \u201cJunior Band\u201d secondo gli standard dettati dai regolamenti dei concorsi, \u00e8 stata in grado, in SOLI 3 giorni di prove, di preparare un programma che per la maggior parte delle bande italiane \u201csenior\u201d \u00e8 pura e semplice Fantascienza, con brani di Hidas e Ticheli, e la prima esecuzione di \u201cKebek\u201d di Jan van der Roost, la cosa che lascia assolutamente a BOCCA APERTA \u00e8 il valore Culturale e Formativo che la musica ha all\u2019interno del sistema di istruzione Americano.<br \/>\nTanto per cominciare, nell\u2019universit\u00e0 ci sono: 2 Bande (la Symphonic Band e la Wind Symphony), un\u2019Orchestra Sinfonica di un\u2019ottantina di elementi, e 5 (!!!) cori, oltre a numerosissimi gruppi cameristici, dal coro di flauti, all\u2019ensemble di tuba ed euphonium, al gruppo di corni, ai gruppi jazz e da camera pi\u00f9 disparati\u2026<br \/>\nE qui il primo stupore: non sono solamente gli studenti delle discipline musicali, a partecipare a tutta questa attivit\u00e0 musicale, ma moltissimi studenti che hanno semplicemente inserito la musica nel loro piano di studio di ingegneri, o avvocati o medici, fanno parte dei diversi gruppi. A parte la Wind Symphony (che \u00e8 composta solo dagli \u201cspecialisti\u201d ), tutti gli altri gruppi sono costituiti in larga parte da non-musicisti (quelli che qui da noi sarebbero i \u201cgiovani dilettanti\u201d), che si trovano una volta o due volte a settimana per le prove, e fanno i loro concerti all\u2019interno dell\u2019universit\u00e0, e che seguono regolarmente (cosa IMPENSABILE in Italia) anche le lezioni di Storia della Musica, oltre a quelle relative al loro strumento.<br \/>\nQuindi, alla fine, c\u2019\u00e8 una \u201corchestra di fiati\u201d di livello professionale, e tanti gruppi che (con le dovute proporzioni riguardanti il tipo di formazione) possiamo definire \u201camatoriali\u201d, esattamente come in Italia.<br \/>\nE allora, dov\u2019\u00e8 il punto di forza dell\u2019American System?<br \/>\nCredo che il punto stia nella grande valenza Formativa che si d\u00e0 alla Musica: ogni grado dell\u2019istruzione ha al suo interno i corsi musicali, la banda, i gruppi da camera eccetera. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che gli obiettivi da raggiungere per ogni ciclo di studi, sono CODIFICATI e prestabiliti a livello Nazionale: non importa il \u201ccome\u201d, quello che interessa \u00e8 il raggiungimento degli obiettivi.<br \/>\nProviamo a fare un paragone con quanto accade in Italia, dove ogni banda ragiona per s\u00e9, sia per quanto riguarda l\u2019attivit\u00e0 concertistica, che per quella didattica; molti degli insegnanti in Italia NON sono qualificati per insegnare (in quante bande abbiamo ancora il \u201cfactotum\u201d che insegna tutto, dal clarinetto alla batteria, passando per trombone e corno\u2026), non ci sono obiettivi comuni, non c\u2019\u00e8 programmazione, non c\u2019\u00e8 conoscenza del repertorio, e la maggior parte dei direttori sceglie la musica da eseguire semplicemente scartabellando negli archivi delle bande dei dintorni.<br \/>\nIn Provincia di Brescia, rispetto ad altre aree geografiche nazionali, siamo molto fortunati! Le bande dove si lavora \u201ca pressappoco\u201d sono rimaste poche, l\u2019eredit\u00e0 lasciata dal Grande Ligasacchi fortunatamente si fa sentire, l\u2019organizzazione delle \u201caccademie\u201d nella maggioranza dei casi funziona, e la formazione dei giovani strumentisti passa attraverso insegnanti per lo pi\u00f9 validi e preparati, che (tranne per alcuni casi eclatanti di classi realisticamente DISASTROSE) hanno avuto dal Conservatorio Cittadino una formazione adeguata.<br \/>\nLa cosa da far capire, per tentare (e sottolineo TENTARE) di avvicinarci ad un sistema efficace come quello americano, \u00e8 che la Banda NON E\u2019 la Cenerentola della Musica, come tutti gli \u201caccademici\u201d che si riempiono la bocca di paroloni pensano, ma piuttosto \u00e8 un luogo in cui innanzitutto gli allievi del Conservatorio hanno occasione di trasmettere ci\u00f2 che hanno imparato, e di esibirsi in quello per cui hanno studiato, vista la carenza sempre pi\u00f9 diffusa di orchestre \u201cvere\u201d.<br \/>\nSe si capisse che non esistono solamente Brahms e Schumann, ma che ci sono anche Grainger, Persichetti, Hidas e tanti altri compositori che richiedono la stessa maturit\u00e0 interpretativa; se si avesse l\u2019elasticit\u00e0 mentale per comprendere che la Musica (quando ha la \u201cM\u201d maiuscola) prescinde dal tipo di ensemble che la propone, allora, forse, si inizier\u00e0 a fare qualche passo avanti, e il lavoro di tanti compositori, direttori e strumentisti PREPARATI, che hanno fatto della Banda la loro scelta di vita, avranno finalmente una qualche gratificazione, senza restare relegati nella \u201cserie B della musica\u201d, e a quella componente cattiva della invece tanto nobile amatorialit\u00e0 che contraddistingue il mondo Bandistico, e che consente alla musica di raggiungere veramente la gente. Amatorialit\u00e0 che \u00e8 presente, in modo pi\u00f9 dannoso rispetto alle bande, anche nel mondo delle orchestre \u201cvere\u201d (quelle con gli archi, per capirci); ma, per qualche strano caso, una Boh\u00e8me o una quarta di Schumann suonate maluccio, da un\u2019orchestra raccogliticcia con un direttore che fa da metronomo (quando va bene!!!), che non d\u00e0 un attacco e di fatto NON dirige un bel niente, \u00e8 sempre e comunque un evento di Alta Cultura, mentre un\u2019Orchestra di Fiati di alto livello, con un bravo direttore, che esegue impeccabilmente la Terza Sinfonia di James Barnes (tanto per citare un Capolavoro \u201cpesante\u201d) o il Requiem di Hidas, resta sempre il \u201cconcerto della banda\u201d che non fa vera musica, suona male e per cui non vale la pena di andarci. Altro che stare qui a scannarsi sulle bande e le orchestre di fiati\u2026 i problemi sono BEN ALTRI!!!<br \/>\nIl modello Americano consente agli strumentisti e ai direttori pi\u00f9 validi, di scegliere alla fine degli studi se intraprendere la carriera esecutiva o rimanere all\u2019interno del sistema formativo, consente di \u201cfare mercato\u201d offrendo molteplici possibilit\u00e0 occupazionali a quelli che \u201cci credono\u201d e che fanno della Musica una scelta di vita.<br \/>\nMi piacerebbe molto, quando dico di essere un musicista, non sentirmi rispondere la solita \u201cs\u00ec, ma qual \u00e8 il tuo mestiere?!?\u201d, ma attualmente il nostro sistema culturale\/formativo, di fatto NON lo consente.<br \/>\n\u00c8 anche vero che introdurre in Italia il sistema americano \u201cin toto\u201d sarebbe un errore, in quanto le basi di partenza sono profondamente diverse. Qui da noi le bande ci sono gi\u00e0, e molte di queste funzionano molto bene. Utilizzare queste per creare un \u201cSistema Italiano\u201d \u00e8 una cosa abbastanza fattibile. Dare una sorta di \u201cCertificazione\u201d alle bande e ai loro insegnanti, per poter entrare nelle scuole (partendo dalle scuole inferiori), e formare in modo COSCIENTE i bambini, dal punto di vista musicale, per portarli poi ad avere una migliore base di partenza per intraprendere lo studio di uno strumento. Una sorta di joint-venture tra bande e scuole pubbliche porterebbe innanzitutto ad un insegnamento della musica pi\u00f9 qualificato, evitando magari che le maestre elementari deputate all\u2019insegnamento della musica, e che nella stragrande maggioranza delle volte NON hanno nemmeno lontanamente la preparazione minima necessaria, utilizzino le ore di musica per altre cose, o peggio vadano su internet a scaricarsi le posizioni del flauto dolce, e creino danni peggiori.<br \/>\nIl sistema Americano va sicuramente preso come modello, visti i frutti che d\u00e0, ma va poi modellato su misura per la nostra situazione bandistica, che ha presupposti diversi rispetto a quella d\u2019oltreoceno.<br \/>\nE pensare che siamo stati noi Italiani, fin dalla met\u00e0 dell\u2019ottocento, con Francesco \u201cFrancis\u201d Scala, seguito poi da Achille La Guardia, Creatore e Liberati all\u2019inizio del secolo scorso, e poi ancora Sbraccia, Mantia, Boccalari, De Luca, De Matteo e altri negli anni 20\/30, a portare in America il Sistema delle Bande durante il periodo dell\u2019emigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dire che, un\u2019ennesima volta, l\u2019America ce l\u2019avevamo qui sotto il naso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Denis Salvini, direttore dell&#8217;Orchestra di Fiati di Vallecamonica &#8220;Gianandrea Gavazzeni&#8221; Che il sistema Americano di istruzione musicale, e l\u2019inserimento delle bande in esso e all\u2019interno delle scuole, rappresenti l\u2019avanguardia rispetto al nostro sistema \u201cartigianale\u201d italiano, \u00e8 un concetto che si sa, si conosce e che torna d\u2019attualit\u00e0 ogni qual volta abbiamo l\u2019occasione di ospitare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":295,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":296,"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions\/296"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/295"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.fiativallecamonica.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}